Come imparare a lavorare a maglia da zero senza sentirsi sopraffatta

Strumenti maglia, ferri circolari, ferri a doppia punta e filato

Quando si vuole imparare a lavorare a maglia, secondo me la cosa più importante è partire dalla motivazione che ci spinge a farlo.

Vuoi imparare a lavorare a maglia perché cerchi un hobby che possa accompagnarti nel tempo? 
Perché desideri incontrare altre persone con cui condividere questa pratica?
Oppure perché vorresti imparare a realizzare un capo specifico?

Sono tutte motivazioni valide, ma avere chiaro ciò che ci spinge a iniziare permette di affrontare l'apprendimento in un modo più vicino ai propri desideri.

La maglia è una tecnica estremamente ricca, che offre moltissime possibilità. Con il tempo e l'esperienza si può arrivare a sviluppare competenze che ci permettono non soltanto di seguire un modello, ma anche di disegnare i nostri progetti e scegliere le tecniche più adatte per realizzare ciò che abbiamo in mente.

Quando siamo all'inizio, però, tutto questo rappresenta una possibilità a lungo termine. Non è necessario sapere già dove vogliamo arrivare, né tantomeno imparare tutto subito.

Per questo credo sia importante partire da ciò che ci ha fatto venire voglia di imparare e costruire un percorso che tenga conto della nostra motivazione.

Se, ad esempio, desideri conoscere altre persone con cui lavorare a maglia, probabilmente frequentare un corso in presenza è il modo migliore per iniziare. Ti permette di entrare subito in contatto con persone che condividono il tuo interesse e di vivere insieme anche i primi passaggi dell'apprendimento.

Se invece il tuo desiderio è arrivare a realizzare un capo specifico, non esiste necessariamente un approccio migliore di un altro. Puoi decidere di imparare da autodidatta, frequentare un corso in presenza, scegliere un corso online oppure affidarti a un percorso individuale.

La cosa importante, secondo me, è scegliere un primo progetto che sia alla tua portata, ma che soprattutto ti motivi davvero.

Magari sogni di realizzare un maglione e partire proprio da quello potrebbe essere impegnativo, ma puoi scegliere un progetto più semplice che ti permetta di avvicinarti gradualmente al tuo obiettivo.

La motivazione di voler realizzare qualcosa che desideriamo è una spinta estremamente forte, soprattutto quando siamo all'inizio e incontriamo le prime difficoltà.


Perché imparare a lavorare a maglia può sembrare così difficile?

Una delle difficoltà che incontro più spesso nelle persone che partecipano ai miei corsi è la mancanza di fiducia nelle proprie capacità.

A volte la prima reazione è proprio: «Non sono capace, non ce la farò mai».

Magari senza aver mai provato a lavorare a maglia, oppure dopo averci provato una volta, tanto tempo prima, senza aver più ripreso in mano i ferri.

Il problema è che la maglia, come tutte le pratiche manuali, richiede esercizio. Più si pratica, più si migliorano le proprie competenze: la tensione del filo diventa più regolare, i punti più precisi e si acquisisce una maggiore comprensione di quello che si sta facendo.

Con il tempo impariamo a leggere la trama che stiamo realizzando, a riconoscere gli errori e a capire come intervenire quando qualcosa non sta venendo come desideriamo.

Sono tutte competenze che si costruiscono gradualmente, attraverso la ripetizione e l'esperienza.

Aspettarsi troppo dai primi tentativi

Spesso la sfiducia nelle proprie capacità va di pari passo con aspettative molto alte.

Se iniziamo a lavorare a maglia aspettandoci di riuscire a realizzare in poche ore un maglione impeccabile, come quelli di una persona che lavora a maglia da anni, è molto probabile che rimarremo deluse.

Ma non perché non siamo portate, semplicemente perché ci stiamo aspettando qualcosa che richiede tempo, pratica e competenze che ancora dobbiamo acquisire.

E poi c'è un'altra cosa che secondo me è importante ricordare: la maglia è una tecnica lenta.

Ci vuole il tempo che ci vuole. Anche chi lavora a maglia da anni non è necessariamente veloce, perché ognuna ha il proprio ritmo e non c'è niente di sbagliato in questo.

Io, ad esempio, ho iniziato a lavorare a maglia realizzando dei calzini.

I primi che ho fatto erano venuti proprio male: erano grandi, sproporzionati e il risultato non mi soddisfaceva per niente.

Ho deciso di disfarli e ricominciare da capo, ma prima ho fatto delle ricerche, approfondito le tecniche che stavo utilizzando e confrontato diversi modelli.

Quell'esperienza, per quanto il primo risultato fosse tutt'altro che soddisfacente, mi ha permesso di imparare moltissimo.

Aspettarsi troppo dai primi tentativi

Spesso la sfiducia nelle proprie capacità va di pari passo con aspettative molto alte.

Se iniziamo a lavorare a maglia aspettandoci di riuscire a realizzare in poche ore un maglione impeccabile, come quelli di una persona che lavora a maglia da anni, è molto probabile che rimarremo deluse.

Ma non perché non siamo portate, semplicemente perché ci stiamo aspettando qualcosa che richiede tempo, pratica e competenze che ancora dobbiamo acquisire.

E poi c'è un'altra cosa che secondo me è importante ricordare: la maglia è una tecnica lenta.

Ci vuole il tempo che ci vuole. Anche chi lavora a maglia da anni non è necessariamente veloce, perché ognuna ha il proprio ritmo e non c'è niente di sbagliato in questo.

Io, ad esempio, ho iniziato a lavorare a maglia realizzando dei calzini.

I primi che ho fatto erano venuti proprio male: erano grandi, sproporzionati e il risultato non mi soddisfaceva per niente.

Ho deciso di disfarli e ricominciare da capo, ma prima ho fatto delle ricerche, approfondito le tecniche che stavo utilizzando e confrontato diversi modelli.

Quell'esperienza, per quanto il primo risultato fosse tutt'altro che soddisfacente, mi ha permesso di imparare moltissimo.

Voler imparare troppe tecniche contemporaneamente

Un'altra difficoltà piuttosto comune è quella di voler imparare troppe cose tutte insieme.

La maglia è una pratica manuale che ha molto a che fare con la memoria procedurale, cioè quella forma di memoria che ci permette di acquisire gesti e abilità attraverso la ripetizione.

Se quando iniziamo cerchiamo di mettere insieme quindici tecniche diverse, rischiamo di ritrovarci con una grande quantità di informazioni, senza aver avuto il tempo di familiarizzare davvero con nessuna di queste.

Per questo suggerisco sempre di procedere gradualmente, introducendo poche tecniche alla volta e concedendosi il tempo per esercitarle.

C'è sempre tempo per imparare qualcosa di nuovo, sperimentare lavorazioni più complesse e approfondire le proprie conoscenze.

Non dobbiamo fare tutto subito.

Vivere gli errori come un fallimento

Un altro elemento che può scoraggiare chi inizia è non sapere come affrontare gli errori.

Quando qualcosa non viene come vorremmo, può essere facile interpretare quella difficoltà come la dimostrazione di non essere capaci.

Ma sbagliare è una parte inevitabile dell'apprendimento.

La cosa importante non è evitare completamente gli errori, ma imparare a riconoscerli, comprenderli e trovare il modo di affrontarli.

Ne ho parlato più approfonditamente nell'articolo Quello che la maglia mi ha insegnato sugli errori, in cui racconto come il mio rapporto con gli errori sia cambiato proprio grazie alla pratica della maglia.


Lavorare a maglia per principianti: quali strumenti servono?

Quando si decide di iniziare a lavorare a maglia, ci si può trovare davanti a una quantità enorme di strumenti, filati e accessori.

In realtà, per cominciare non serve acquistare chissà quante cose.

Il mio consiglio è di partire da pochi strumenti, scegliendoli in modo che possano accompagnarti anche nei progetti successivi.

Meglio i ferri dritti o i ferri circolari?

Non esiste un tipo di ferro con cui sia obbligatorio iniziare a lavorare a maglia. Personalmente, però, consiglio di partire direttamente dai ferri circolari.

Questo perché moltissimi modelli contemporanei prevedono lavorazioni in circolare, completamente o soltanto per alcune parti del progetto, come, ad esempio, per alcuni maglioni e gilet.

I ferri circolari possono essere utilizzati sia per lavorare in circolare sia per lavorare in piano. Questo significa che sono strumenti estremamente versatili, che potrai riutilizzare per progetti molto diversi.

Un altro aspetto che apprezzo particolarmente è la loro maneggevolezza.

Rispetto ai classici ferri dritti, le punte dei ferri circolari sono più corte e il peso del lavoro viene distribuito anche sul cavo. Questo permette di posizionare le mani in modo più libero e di trovare una postura comoda durante la lavorazione, senza dover necessariamente mantenere i ferri nella stessa posizione.

La mia preferenza personale va alle punte in legno, perché fanno scivolare meno il filato rispetto a quelle in metallo.

Molte persone preferiscono il metallo proprio perché permette alle maglie di scorrere più velocemente, ma quando si è all'inizio secondo me la velocità dovrebbe essere l'ultima delle preoccupazioni.

Quello che conta è prendere confidenza con i gesti e acquisire sicurezza. Avere delle punte da cui il filato scivola meno facilmente può aiutare a lavorare con maggiore tranquillità, soprattutto quando si ha paura che le maglie cadano dai ferri.

Infine, consiglio di scegliere ferri circolari con punte intercambiabili.

Questo permette di riutilizzare le stesse punte con cavi di lunghezze diverse, senza dover acquistare ogni volta un nuovo paio di ferri completo.

È una scelta che, nel tempo, può essere vantaggiosa anche dal punto di vista economico.

Quale filato scegliere per iniziare?

Anche per quanto riguarda i filati, non esiste un'unica scelta corretta, ma ci sono alcune caratteristiche che possono rendere più semplice l'apprendimento.

La prima è il colore.

Quando iniziamo a lavorare a maglia dobbiamo imparare anche a riconoscere come è fatta la trama, distinguere le singole maglie e osservare quello che stiamo creando.

Con un filato molto scuro, come il nero, il blu scuro o il marrone, tutto questo diventa più difficile.

Per questo suggerisco di iniziare con colori chiari.

Un'altra caratteristica importante è la struttura del filato. Meglio scegliere un filato liscio e uniforme, evitando inizialmente quelli molto pelosi, come il mohair, oppure i filati bouclé, che rendono più difficile distinguere i punti.

Infine, farei attenzione allo spessore.

Un filato molto sottile richiede tante maglie e tanto tempo per realizzare anche pochi centimetri di lavoro. Questo potrebbe essere scoraggiante per chi ha appena iniziato.

Allo stesso tempo, non consiglio neanche di partire con filati estremamente grossi.

È vero che permettono di realizzare un progetto molto velocemente, ma se ci abituiamo a completare una sciarpa in poche ore, quando passeremo a lavorazioni più sottili potremmo avere l'impressione di non andare mai avanti.

Secondo me un buon compromesso sono i filati da lavorare con ferri tra 4,5 e 6,5 mm.

Per iniziare, personalmente, sceglierei un filato chiaro e liscio, da lavorare con ferri da 5 mm.

Di quali altri strumenti hai bisogno?

Oltre ai ferri e al filato, suggerisco di avere a disposizione un uncinetto, ad esempio da 3 mm, che può essere molto utile per recuperare eventuali maglie cadute o sistemare alcuni errori.

Possono poi tornare utili un ago da lana, per nascondere i fili e completare le finiture, e un paio di forbici.

Non serve molto altro per cominciare.


Come iniziare a lavorare a maglia: un percorso semplice

Una volta scelti gli strumenti, il mio consiglio è di partire da un progetto che desideri davvero realizzare e individuare le tecniche necessarie per portarlo a termine.

A questo proposito, vorrei soffermarmi su un aspetto che considero particolarmente importante: imparare a leggere i modelli.

Perché imparare a leggere un modello di maglia

Su YouTube si possono trovare moltissime informazioni utili per imparare a lavorare a maglia.

Personalmente, però, sconsiglio di affidarsi esclusivamente a quei videotutorial che mostrano come realizzare un progetto completo dall'inizio alla fine.

Il rischio è di imparare a riprodurre i gesti mostrati nel video senza sviluppare davvero la capacità di leggere e interpretare un modello.

Se, in un secondo momento, vorrai realizzare un progetto partendo da istruzioni scritte, potresti trovarti in difficoltà proprio perché non hai mai avuto occasione di familiarizzare con questo strumento.

Inoltre, un buon modello scritto contiene una serie di informazioni molto importanti: i materiali necessari, la quantità di filato, le misure del capo, le diverse taglie disponibili e le indicazioni per realizzare il progetto.

Un videotutorial dedicato a un capo specifico, invece, potrebbe mostrare soltanto la realizzazione di una determinata misura, senza fornire tutte le informazioni necessarie per adattarla alle proprie esigenze.

Per questo consiglio di scegliere un modello scritto adatto ai principianti e utilizzare i videotutorial per imparare le singole tecniche che si incontrano durante la lavorazione.

Questo approccio permette di sviluppare contemporaneamente due competenze: imparare i gesti della maglia e imparare a leggere un modello.

Non significa rinunciare ai video, ma utilizzarli come strumenti di supporto per diventare gradualmente più autonome.

È proprio seguendo questo approccio che ho creato il mio corso online di maglia per principianti, in cui il modello scritto e i videotutorial si accompagnano per permetterti di acquisire gradualmente nuove competenze.
Se ti interessa approfondire questo percorso le iscrizioni riapriranno a novembre e, iscrivendoti alla newsletter Tramando, potrai ricevere tutti gli aggiornamenti.

Quando scegli un modello, presta attenzione anche alla chiarezza delle istruzioni e alla completezza delle informazioni.

Si possono trovare molti modelli gratuiti, alcuni anche molto ben realizzati. Per progetti più complessi, però, può valere la pena investire in un modello a pagamento, progettato con attenzione e molto più probabilmente sottoposto a una fase di testing.

Un modello poco chiaro, con indicazioni incomplete o proporzioni sbagliate, può rendere l'apprendimento inutilmente complicato, soprattutto quando non abbiamo ancora le competenze per riconoscere eventuali problemi nelle istruzioni.

Sperimentare le tecniche prima di iniziare il progetto

Una volta individuato il progetto, suggerisco di dedicare un po' di tempo a sperimentare le tecniche che saranno necessarie per realizzarlo.

Immaginiamo, ad esempio, di voler lavorare un berretto.

Potremmo aver bisogno di imparare ad avviare le maglie, lavorare a diritto e a rovescio, eseguire alcune diminuzioni e chiudere il lavoro.

Prima di iniziare il berretto vero e proprio, possiamo cercare dei videotutorial dedicati a queste singole tecniche e realizzare un piccolo pezzo di prova.

Non deve essere un lavoro particolarmente bello e non è necessario che abbia una funzione specifica.

Serve semplicemente a familiarizzare con i movimenti, iniziare a riconoscere i punti e capire quali difficoltà incontriamo.

In questo modo, quando avvieremo il nostro progetto, avremo già un po' di esperienza.

Magari durante i primi tentativi la tensione del filo sarà irregolare, oppure avremo bisogno di fermarci spesso per capire come eseguire un punto.

Va benissimo così: è proprio questo il momento in cui possiamo sperimentare senza preoccuparci del risultato finale.

Quale primo progetto a maglia scegliere?

Spesso a chi vuole imparare a lavorare a maglia viene consigliato di iniziare realizzando una sciarpa.

Non è necessariamente un cattivo consiglio: una sciarpa permette di esercitare a lungo gli stessi punti e di prendere confidenza con la lavorazione.

Il problema, secondo me, è che le sciarpe sono molto lunghe da realizzare.

Quando si è all'inizio, dover portare avanti un pattern monotono senza vedere avvicinarsi la conclusione del progetto può diventare scoraggiante.

Per questo preferisco suggerire progetti relativamente brevi, come una fascia per capelli, uno scrunchie oppure un berretto.

Non è necessario che siano i progetti più semplici in assoluto. L'importante è che siano affrontabili con le competenze che stiamo acquisendo e che ci motivino a continuare.


Come continuare a imparare dopo il primo progetto

Una volta completato il primo progetto, possiamo scegliere come proseguire.

E anche in questo caso, secondo me, non esiste un percorso uguale per tutte.

Ho un'amica a cui ho insegnato a lavorare a maglia realizzando un berretto come primo progetto. Da allora ha continuato a realizzare berretti a non finire, perché è una lavorazione che le piace moltissimo.

Ed è una cosa bellissima.

Non dobbiamo necessariamente passare a progetti sempre più grandi o complessi per continuare a lavorare a maglia.

Possiamo decidere di realizzare lo stesso tipo di capo, introducendo gradualmente nuove tecniche.

Ad esempio, possiamo iniziare con un berretto molto semplice a maglia rasata, realizzarne un secondo a coste, un terzo con delle trecce e poi sperimentare le lavorazioni a più colori.

In questo modo continuiamo a fare qualcosa che ci piace, ma allo stesso tempo arricchiamo le nostre competenze.

Oppure possiamo decidere di esplorare progetti differenti.

Dopo un berretto, ad esempio, potremmo voler provare a realizzare un paio di calzini, per sperimentare nuove tecniche di lavorazione in circolare. Oppure potremmo avvicinarci alla realizzazione di un gilet e, successivamente, di un maglione.

Sono soltanto esempi, perché il percorso dovrebbe seguire anche i nostri interessi e quello che ci piace indossare o realizzare.

Se non indossiamo mai i gilet, perché dovremmo necessariamente farne uno?

Ogni progetto ci permette di consolidare ciò che sappiamo già fare e, se lo desideriamo, introdurre qualcosa di nuovo.

Gradualmente, tutte queste esperienze andranno a costruire una sorta di libreria personale di conoscenze, a cui potremo attingere ogni volta che affronteremo un nuovo lavoro.


Imparare a lavorare a maglia significa anche imparare a godersi il processo

C'è un ultimo aspetto che considero fondamentale e che, secondo me, rischiamo spesso di dimenticare: il motivo per cui abbiamo deciso di iniziare.

La maglia è una pratica lenta, che richiede tempo e ripetizione.

Ma proprio questa sua caratteristica può diventare una delle cose più piacevoli.

Io, ad esempio, amo molto lavorare a maglia dopo cena.

Lavorando a maglia da tanti anni, ormai riesco a farlo anche mentre ascolto un podcast, un audiolibro oppure guardo un film o una serie TV.

Quando si è all'inizio è normale avere bisogno di più concentrazione, perché i gesti non sono ancora diventati familiari.

Ma anche questo può essere un modo per ritagliarsi un momento della giornata da dedicare completamente a sé e a qualcosa che ci piace fare.

La ripetizione dei punti può diventare una pratica quasi meditativa, un'occasione per rallentare e portare l'attenzione su quello che stiamo facendo.

Per questo suggerisco di non avere fretta.

Se durante la lavorazione ci accorgiamo di aver sbagliato qualcosa e vogliamo disfare e ricominciare, possiamo farlo. Anche disfare e rifare significa esercitarsi.

Il problema arriva quando questa ricerca di un risultato impeccabile diventa un accanimento, quando continuiamo a ricominciare perché continuiamo a rincorrere un ideale di perfezione irraggiungibile.

A quel punto rischiamo di perdere il piacere che ci aveva spinte a iniziare.

E secondo me è un peccato, perché lavorare a maglia non ha solo a che fare con il completamento dei progetti. Ha molto a che fare con il piacere che sperimentiamo durante la realizzazione. 

Un po' come succede quando leggiamo un libro che ci piace moltissimo.

Siamo curiose di sapere come andrà a finire, certo, ma allo stesso tempo ci godiamo il momento della lettura. Non vorremmo necessariamente saltare tutte le pagine per arrivare subito all'ultima.

Per come vivo io la maglia, il processo di creazione è piacevole tanto quanto il risultato finale.

E credo che questa sia anche una possibilità preziosa che le pratiche manuali ci offrono: esercitarci a stare nel momento presente.

Quante volte, nella vita quotidiana, ci ritroviamo a pensare soltanto a quando qualcosa sarà finito, a quando raggiungeremo un obiettivo o arriveremo alla fase successiva?

Nel frattempo, però, rischiamo di perderci tutto quello che sta succedendo.

La maglia, per me, è anche una piccola palestra di vita.

Ci permette di sperimentare la pazienza, la frustrazione, la soddisfazione, la necessità di ricominciare e il piacere di fare qualcosa senza dover necessariamente dimostrare niente.

Sono tutte esperienze che possiamo riconoscere anche al di fuori della pratica manuale nella nostra vita quotidiana.


Inizia da dove sei, un punto alla volta

Quando insegno a lavorare a maglia, il mio obiettivo non è che le persone imparino a fare tutto subito, diventino velocissime o riescano a realizzare progetti impeccabili al primo tentativo.

Quello che desidero trasmettere è un modo di affrontare l'apprendimento che permetta di acquisire competenze gradualmente, sviluppando sempre maggiore sicurezza e autonomia.

Si può iniziare da un progetto semplice e breve, per poi sperimentare tecniche nuove, lavorazioni più complesse o progetti che richiedono più tempo.

Ogni esperienza aggiunge qualcosa alle nostre conoscenze.

Con il tempo potremmo arrivare anche a progettare autonomamente i capi che desideriamo realizzare, scegliendo le tecniche più adatte a dare forma alle nostre idee.

Oppure potremmo semplicemente continuare a realizzare i progetti che ci piacciono, seguendo i modelli di altre persone.

Non c'è un traguardo a cui dobbiamo necessariamente arrivare.

Quello che conta è trovare una motivazione che alimenti il desiderio di imparare, scegliere un primo progetto e concederci il tempo necessario per affrontarlo.

Non serve sentirsi completamente pronte per iniziare.

Spero di averti trasmesso un po' di curiosità per la maglia e di aver acceso il desiderio di mettere le mani all'opera. Se così fosse potresti cominciare anche da un progetto piccolo, come uno scrunchie.

Proprio per chi volesse fare una prima esperienza con i ferri ho creato un modello gratuito per realizzare uno scrunchie a maglia, accompagnato da tre videotutorial che ti aiuteranno ad affrontare i diversi passaggi della lavorazione.

Può essere un primo modo per sperimentare questa tecnica, prendere confidenza con i ferri e iniziare a scoprire tutto quello che puoi creare con le tue mani.